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Domenica16 settembre 2018

40° della Sezione Svizzera Italiana - Lugano

Domenica 16 settembre 2018, esattamente 40 anni dopo la fondazione della Sezione in occasione della consacrazione a Vescovo di Mons. Ernesto Togni il 17 settembre 1978, abbiamo pensato di ricordare questo anniversario nello stesso luogo.

Nella cornice della Cattedrale di San Lorenzo, recentemente restaurata, il Vicario generale della diocesi Mons. Nicola Zanini, ha offerto per noi il Sacrificio della Santa Messa, assistito dal nostro Cappellano Mons. Erico Zoppis e da Don Emanuele di Marco.
Il ricco gruppo di soci e familiari si é poi ritrovato nella città bassa per un succulento pranzo. Nel pomeriggio siamo poi risaliti in Cattedrale dove la dottoressa Lara Calderari, che ha seguito il restauro, ci ha proposto una visita artistico - storica di grande spessore e molto personalizzata!
Ringraziando tutti per la riuscita giornata commemorativa, vi propongo per non dimenticare, la bellissima predica propostaci dal celebrante Mons. Zanini.

 “Ma voi chi dite che io sia?”. Mi pare che potremmo riformulare questa domanda di Gesù ai discepoli in questo modo: Ma tu cos’hai capito di me? Al Maestro non interessava conoscere l’indice di gradimento circa la sua persona. Gli premeva, piuttosto, verificare le ragioni del cuore dei suoi. Non basta dire ad uno chi egli è: la differenza la fa il dirgli chi è per me. E non basta neppure dirglielo una volta per tutte: la sua identità resta la stessa, ma la sua rilevanza per me può mutare, tanto può crescere quanto può diminuire.
Mi ha colpito molto questo post letto in questi giorni:
“Se amate qualcuno per la sua bellezza non è amore ma desiderio;
se amate qualcuno per la sua intelligenza non è amore ma ammirazione;
se amate qualcuno per la sua ricchezza non è amore ma interesse;
ma se amate qualcuno e non sapete il perché, questo è amore”.
Ma tu cos’hai capito di me? Cosa dice il tuo cuore sul Signore?
“Con il cuore, infatti, si crede” (Rm 10,10), ripeterà san Paolo scrivendo ai Romani. Mi pare che, annunciando ai suoi la passione e il cammino della Croce subito dopo la domanda “Ma voi chi dite che io sia?”, il Signore ci dica che noi possiamo dire che qualcuno è importante per noi solo quando siamo in grado di superare la barriera del soffrire per lui e con lui. Sapeva bene il Maestro che solo un cuore che ospita passioni vere è in grado di resistere nella bufera che, talvolta, può abbattersi su una relazione. Pietro dice al Signore con slancio “Tu sei il Cristo”. Dice semplicemente chi egli è, non chi è per lui. Per questo, poco dopo intraprenderà la via del rinnegamento e dell’abbandono, rinnegando il Signore per tre volte. Solo dopo il pianto del rinnegamento prenderà coscienza di chi era il Signore per lui e di quanto egli fosse caro agli occhi del suo Signore e Maestro. E così, lo ricordate, sul lago di Tiberiadie, dopo la risurrezione, potrà dire per ben tre volte “Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Ti voglio bene. Io ti voglio bene, quello che tu sei per me. Non quello che gli altri dicono di te.

Care ex guardie: il giorno del giuramento all’inizio del vostro servizio di fede alla Chiesa e al Santo Padre avete detto: “Giuro di servire fedelmente, lealmente e onorevolmente il Sommo Pontefice N. e i suoi legittimi successori, come pure di dedicarmi a loro con tutte le forze, sacrificando, ove occorra, anche la vita per la loro difesa”.
Non sono uno scherzo, queste parole e mi pare rispondano bene a quella domanda del Signore “Ma voi chi dite che io sia”, “Ma tu cos’hai capito di me?”. Giurare di essere pronti a sacrificare la vita per il Successore di Pietro, non è forse dire, con lo stesso san Pietro “Signore, tu lo sai che ti voglio bene”, tu sei il Cristo, il senso della mia vita? Esattamente 40 anni fa alcune ex Guardie prestarono servizio in questa Cattedrale in occasione dell’Ordinazione episcopale del Vescovo Ernesto, al quale va il nostro pensiero. Da allora, unitamente a tutte le Valli italofone della Svizzera, siete riuniti in Associazione e vi rendete disponibili sul nostro territorio, per la Chiesa e per i nostri Vescovi. A nome del Vescovo Valerio e della Chiesa che è a Lugano vi dico grazie. Ma soprattutto vi invito a ravvivare sempre più in voi quelle parole del giuramento, come atto di fede, come risposta alla domanda del Signore “Ma tu cos’hai capito di me?”. Sono uno disposto a dedicarmi totalmente a te e alla tua Chiesa, Signore, con amore. Forse non so perché quel giorno ho giurato con quelle parole. “Ma se amate qualcuno e non sapete il perché, questo è amore”.
Una parola a voi, ragazzi presenti numerosi a questa Messa: siate orgogliosi di avere dei papà che sono state Guardie svizzere, siate orgogliosi perché vogliono bene al Signore e alla Chiesa. Vogliate bene al Signore e alla Chiesa anche voi!
E di nuovo un invito a tutti: continuiamo a voler bene al Signore, alla sua Parola e alla Chiesa. Preghiamo per il Papa, per i vescovi, per la Chiesa intera in questo momento particolarmente difficile. Il continuare a voler bene alla Chiesa è la preghiera più bella che possiamo esprimere in questo momento. Amen.